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Pubblicazioni

Lavoro e rappresentanza in Trentino. Ruolo e percezione delle associazione di rappresentanza nella popolazione trentina e tra gli operatori

A cura di

Paolo Barbieri
Michele Lugo
Mimmo Carrieri

La collana Materiali di Lavoro|tsm si propone di raccogliere alcuni contributi prodotti da tsm-Trentino School of Management nelle sue attività di ricerca e formazione. I prodotti, che riguardano le aree della pubblica amministrazione e del comparto privato, si propongono di alimentare la riflessione sulle problematiche del management dell'alta formazione e dell'aggiornamento del personale.

Arrivano momenti nella vita delle organizzazioni in cui è necessario fermarsi a riflettere e fare analisi. Il che richiede una presa in carico dei propri limiti – azione mai semplice – e la scelta, anche coraggiosa, di mettersi in discussione. Le trasformazioni in atto nell'economia e nella società stanno mettendo in forte discussione il ruolo dei corpi intermedi così come è stato interpretato per tutto il Novecento. Di fronte alle difficoltà, però, scegliamo di interrogarci con un atteggiamento non di resistenza al cambiamento né di supina rassegnazione. Vorremmo che il nostro passo, nel futuro vicino, fosse segnato da un atteggiamento propositivo, dinamico di fronte alle criticità, di resilienza, in una parola.


È per questa ragione che abbiamo deciso, grazie all'esperienza di tsm LaReS – prima e unica scuola di formazione unitaria per gli operatori delle relazioni di lavoro – di promuovere uno studio che andasse ad indagare “lo stato di salute” della coesione sociale nella nostra comunità, il ruolo delle associazioni di rappresentanza e ovviamente il ruolo delle organizzazioni sindacali. Questo perché siamo consapevoli della funzione ondamentale che i corpi intermedi possono svolgere nell'opera mai compiuta di “quadratura del cerchio”, coniugando partecipazione democratica, equità sociale e crescita economica.


È da queste premesse e da queste domande che è partita la ricerca condotta dal professor Paolo Barbieri e dal dottor Michele Lugo del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale dell'Università di Trento. Lo studio si è mosso su una duplice direzione, la percezione delle associazioni di rappresentanza, ed in particolare le organizzazioni dei lavoratori, tra i trentini e la percezione del ruolo dei sindacati tra i delegati sindacali. In altre parole ci siamo chiesti come ci vedono da fuori e come ci percepiamo al nostro interno. Questo perché è partendo dalla conoscenza dei propri limiti e dei propri punti di forza che si può costruire il futuro e a questo obiettivo punta il sindacato trentino.

Dalle analisi emerge un dato importante: il livello di coesione sociale della nostra “comunità autonoma” è alto, superiore alla media nazionale e in certi casi anche a quella europea. Anche nel nostro Trentino, però, le organizzazioni di rappresentanza, sono in affanno da consenso. Una dinamica che coinvolge appieno il sindacato: c'è un problema di fiducia insufficiente. Sarebbe un errore, però, limitarsi a questa considerazione,
rinunciando ad una lettura più attenta. Lo studio condotto su un campione rappresentativo di cittadini ci consegna, infatti, un quadro complesso e ricco di sfumature. In sostanza esiste un problema di fiducia, ma ha dimensioni diverse e più articolate di quelle rappresentate da una certa pubblicistica sulla “fine delle associazioni di rappresentanza”.


La nostra comunità – questo è un dato importante – non dimostra un atteggiamento di ostilità pregiudiziale nei confronti delle organizzazioni sindacali, al contrario il ruolo del sindacato è ancora considerato potenzialmente molto importante per il buon funzionamento del mercato del lavoro e della società nel suo complesso. Una percezione che condividono anche quelle persone che oggi il sindacato non è in grado di rappresentare adeguatamente. Da qui deve partire una delle sfide per il nostro futuro: se il sindacato intende agire e riacquistare centralità, non semplicemente galleggiare, deve essere in grado di cogliere questa domanda di rappresentanza, non limitandosi però a riproporre gli strumenti utilizzati finora, ma offrendo nuove forme di tutela.

Un'altra importante indicazione, condivisa tra cittadini e delegati, è la richiesta di un sindacato unito, ragionevole e saldamente ancorato nel territorio. E in tal senso è particolarmente interessante il quadro che emerge
dall'approfondimento condotto dal professor Mimmo Carrieri dell'Università di Roma “La Sapienza”: in questi anni il sindacato trentino ha ottenuto importanti risultati grazie alla concertazione sociale territoriale, ontribuendo a disegnare un modello di welfare attento ai nuovi rischi sociali e in grado di accompagnare positivamente le persone nelle loro “carriere di vita”. In conclusione, la strada da percorrere è quella di una sperimentazione di nuove forme di tutela e di rappresentanza. Tema immenso, che coinvolge l'intera esperienza sindacale occidentale e che si inserisce, nel nostro specifico contesto, dentro il dibattito sulle prospettive dell'Autonomia. Siamo consapevoli che non sarà un percorso breve né dai risultati immediati, ma intendiamo percorrerlo con determinazione.

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