«Una Camera unica dei lavoratori e dipendenti protagonisti in azienda»

02/11/2016 -

Corriere del Trentino

Ianeselli (Cgil) lancia due proposte: «Il modello tedesco produce crescita»

Trento Una «Camera dei lavoratori» che affianchi la Camera di commercio delle imprese. A proporla, è il segretario generale della cgil, Franco Ianeselli. Il modello di riferimento è quello tedesco, che già prevede questo tipo di organizzazione, un ente di diritto pubblico, la Arbeiterkammer. In Tirolo già esiste, in provincia di Bolzano c'è qualcosa di simile, ldenti. «Uniformare i sistemi - sostiene Ianeselli - sarebbe anche un modo per dare corpo all'idea di Euregio». Segretario, lei è da sempre un sostenitore della concertazione. A che punto è il Trentino su questo fronte? «Credo si possa dire che in Trentino, a differenza di quanto è accaduto negli ultimi anni nel resto d'Italia, si è continuato a investire nella concertazione. Le difficoltà non mancano e non sono mancate, ma direi che per quanto riguarda le politiche pubbliche il modello concertativo non è mai stato abbandonato. Questo è positivo e rende il Trentino più vicino alla Sozialpartnerschaft austriaca che alle relazioni sindacali italiane». Sozialpartnerschaft? «Potremmo tradurlo con "partenariato sociale". Ne abbiamo parlato il 10 ottobre a Tsm lares in occasione della giornata patrocinata dall'Euregio. È un insieme di neocorporativismo, dialogo sociale e concertazione. Qualcosa di normale nel mondo tedesco, meno da noi. Specialmente nel privato, dove obiettivamente l'idea del partenariato sociale fa più fatica. Io credo che un modo per avvicinarci a quel modello possa essere la nascitavoratori", che raccolga sviluppandola l'esperienza di Tsm lares (scuola di formazione unitaria promossa da cgil, cisl e uil, ndr)». Una Arbeiterkammer? «Qualcosa di simile. Lo immagino come il luogo dove le organizzazioni sindacali possano fare insieme ricerca sul fronte del lavoro, formare i funzionari, i delegati, il personale che eroga servizi come quello dei Caf. Uno spazio comune che possa rappresentare anche una sorta di "camera di compensazione" in cui portare a sintesi le richieste delle organizzazionigorie economiche e la Provincia». L'esperienza della Camera di commercio, di cui sarebbe l'omologo sindacale, non è particolarmente esaltante in questo senso. «Quella di Trento no, dobbiamo dircelo. Fatica ad essere la camera di compensazione degli interessi della parte datoriale. Le Camere di commercio di Bolzano e Innsbruck, però, funzionano. Dobbiamo partire da una considerazione: della coesione sociale, in Trentino, possiamo essere abbastanza soddisfatti, dei tassi di crescita no. Dobbiamo chiederci, anche in maniera autocritica, cosa fare per aumentarli». Un altro esempio? «Io credo che i tempi siano maturi perché i lavoratori possano compartecipare alle scelte delle imprese in cui operano. Tra gli imprenditori c'è resistenza, perfino in alcuni settori del sindacato, ma nel mondo tedesco, dove questo modello è radicato, l'economia cresce. In Italia no. Sbagliano loro?».

 

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