''Trentino come la Danimarca''. Treu: ''Welfare, un modello''. Olivi: "merito, non privilegio".

05/10/2014 -

Corriere del Trentino

Concertazione, Confindustria attacca: «Sindacati distanti dalle scelte innovative»

«Trentino regione virtuosa? Sì, ma basta dire che è soltanto merito di presunti privilegi economici che deriverebbero dall'autonomia territoriale».

È netta la presa di posizione di Alessandro olivi, assessore provinciale allo sviluppo economico e al lavoro, intervenuto alla tavola rotonda «concertazione e contrattazione territoriale: la parola agli attori».

L'assessore ha incassato il plauso di Tiziano Treu, padre delle riforme del lavoro degli anni Novanta, ora commissario Inps, anche lui al convegno: «Il modello trentino di concertazione territoriale tra parti sociali e istituzioni pubbliche fa assomigliare questo territorio alla Danimarca».

Non è bastato tuttavia, perché in tema di relazioni industriali è arrivata la doccia fredda di confindustria Pierangelo Albini, direttore lavoro e welfare dell'associazione, ha guardato al quadro italiano.

«Non ho mai visto imprenditori che abbiano visto di buon occhio i sindacati, orientati a chiedere più la testa del capo che soluzioni innovative e razionali». Il convegno appena concluso ha avuto comunque il merito di aver messo a confronto gli interlocutori, offrendo contributi validi per la discussione dominata a livello nazionale dal muro contro muro sull'articolo 18.

Tra i relatori, olivi si è concentrato proprio sulla concertazione, oggetto della tavola rotonda a cui ha partecipato. «Siamo onesti -- ha precisato -- i giorni delle vacche grasse sono terminati e la concertazione non deve servire per risolvere i problemi dell'ultimo miglio.

C'era un tempo in cui questa era poco più di un rito corporativo, perpetrato per spartire risorse. Oggi, invece, siamo chiamati ad affrontare questo tema con maggiore serietà, per dare un reale beneficio al territorio e alle sue imprese, nonostante le regole sul mercato del lavoro siano ancora centralizzate».

Regole che, sempre più spesso, risentono di dettami transazionali, come ha sottolineato nel corso dell'incontro Tiziano Treu, neo commissario straordinario dell'Inps e più volte ministro del lavoro: «Non dovremmo percepire l'Europa come una matrigna ma come un luogo di scambio e crescita Dopo tutto, non è un caso se oggi discutiamo di buone pratiche di concertazione in Trentino, area che, con l'Emilia Romagna, è quasi una mosca bianca nel panorama lavoristico italiano, paragonabile, a livello europeo, a Paesi come l'Olanda e la Danimarca).

«È naturale citare -- ha ripreso Treu -- le politiche attive adottate a Trento e del tutto sconosciute in altri territori, così come la forte tendenza cooperativa locale. Vere e proprie reti d'azioni che dovrebbero servire da spunto anche ai sindacati, spingendoli a costituire un organismo europeo».

Ma, non tutti gli attori in gioco si dicono convinti dalla pratica concertativa. Nonostante gli esempi positivi citati da olivi in riferimento alla realtà trentina (dai 28 milioni di euro stanziati per il reddito di attivazione al taglio del 50% dell'irap alle imprese), resta una sostanziale distanza di visione con chi del mondo dell'imprenditoria è portavoce diretto.

«Onestamente, non ho mai conosciuto un imprenditore che avesse visto di buon occhio i sindacati in azienda E questo perché, troppo di frequente, i sindacati si sono limitati a chiedere la testa del capo più che a trovare soluzioni innovative e razionali» ha ammesso Albini, responsabile lavoro e welfare di confindustria.

«La concertazione è una possibilità ma non un dovere ed è un metodo che può praticarsi solo se di fondo sussistono argomenti comuni. In altri casi -- ha concluso -- è bene che a decidere sia chi davvero è responsabile, dunque governo 0 imprenditore, evitando lungaggini spesso infruttuose».

 

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