Lo studio: "Sindacati, cala il consenso"

27/02/2016 -

Trentino

Presentata la ricerca sulla rappresentanza dei lavoratori. Che chiedono maggiore territorialità Pieno riconoscimento del valore delle organizzazioni sindacali per la coesione sociale, ma fiducia ridimensionata. Questa la sintesi della ricerca «Rappresentare il lavoro in Trentino. Il ruolo e la percezione dei sindacati nella popolazione e fra i delegati». Lo studio, promosso da cgil cisl uil del Trentino con lares (scuola per la formazione degli operatori delle relazioni industria li), è stato realizzato da Paolo Barbieri e Michele Lugo del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell'Università di Trento. L'indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di 920 cittadini ed indaga la percezione del ruolo del sindacato tra i delegati delle tre confederazioni.

La ricerca descrive un sindacato in affanno da consenso (anche se i sindacati trentini raccolgono maggiore fiducia rispetto alla media nazionale). Una problematica che le organizzazioni dei lavoratori condividono con altre istituzioni politiche quali i partiti, il parlamento e il governo. I trentini vorrebbero un sindacato e saldamente ancorato al territorio. Una visione che emerge anche dall'indagine condotta su 408 delegati di tutte le categorie di cgil , cisl , uil del Trentino. La maggioranza dei delegati auspica una maggiore unità sindacale, e in molti sarebbero favorevoli ad un ripensamento organizzativo a livello provinciale. Forte è anche l'esigenza di un sindacato trentino più autonomo dal livello nazionale. Interessante, infine, è la posizione dei delegati sul ruolo che il sindacato debba avere nella salvaguardia della competitività aziendale: più della metà ritengono che questo debba costituire un obiettivo da perseguire anche nell'ambito della contrattazione . Il che dimostra il farsi strada di un nuovo modello di relazioni industria li anche tra i delegati trentini. «Le trasformazioni in atto mettono continuamente in discussione il ruolo dei corpi intermedi, compreso il sindacato ammettono i tre segretari Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini e Walter Alotti -. Rendersi conto del cambiamento e reagire con un atteggiamento propositivo, resiliente, è la sfida che il sindacato deve porsi e vincere nel prossimo futuro». Il rapporto si completa con un approfondimento condotto dal professor Mimmo Carrieri dell'Università la Sapienza di Roma che ha coinvolto un gruppo di delegati di cgil cisl uil del Trentino. L'analisi sottolinea una miglior tenuta del sindacato trentino e ne individua le ragioni nel metodo della concertazione «istituzionalizzata».

Il sindacato trentino, con questo metodo, infatti, ha contribuito a disegnare un modello di welfare attento ai nuovi rischi sociali e in grado di accompagnare positivamente le persone nelle loro «carriere di vita». Con la concertazione le tre confederazioni hanno contribuito attivamente alla definizione e all'aggiornamento delle politiche sociali e del lavoro , estendendo le tutele e creando un sistema di welfare territoriale migliore e più ampio.

 

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