Competitività al centro del testo

20/04/2016 -

Corriere del Trentino

Seminario alla Tsm. Salomone: la programmazione deve essere funzionale alla crescita

TRENTO. Nel terzo Statuto non potranno mancare, secondo Roberto Toniatti, i riferimenti all'«identità storico-culturale dei territori» e alla loro «competitività internazionale», mentre per Riccardo Salomone «non si dovranno mettere in discussione i risultati degli ultimi trent'anni in termini di sostegno alle politiche del lavoro e dell' occupazione , come il fondo di solidarietà territoriale intersettoriale». Per entrambi, in un'ottica di salvaguardia dell'autonomia speciale, fondamentale rimane il terzo comma dell'articolo 116 della Costituzione, «che introduce ulteriori esperienze di autonomia differenziata». A poco più di due mesi dalla legge istitutiva della Consulta, i due professori dell'università di Trento (di diritto costituzionale comparato il primo, di diritto del lavoro il secondo) si sono confrontati sulle prospettive dell'autonomia per il Trentino nel seminario organizzato dalla scuola per la formazione degli operatori delle relazioni industria li ( lares ): «Su cosa valorizzare le prerogative dell'autonomia? Sicuramente in tema di sviluppo, programmazione e welfare in funzione della crescita e dell' innovazione -- sostiene Salomone, presidente dell' agenzia del lavoro -- valorizzando il capitale sociale, ciò che rende un territorio di valore». Dello stesso avviso Toniatti, che parla di un'identità culturale «inclusiva e aperta al mondo» come «elemento di coesione anche del sistema economico e fattore di competitività, la quale passa necessariamente dalla scelta del territorio di investire in ricerca , cultura e sviluppo il triplo dello Stato italiano». «È positivo che nei lavori parlamentari di modifica della Costituzione sia riemerso il terzo comma dell'articolo 116 -- afferma Toniatti -- che introduce possibili forme di autonomia per le altre regioni in tema di politiche sociali e del lavoro , nel campo dell'istruzione e della formazione professionale, per il commercio con l'estero e il governo del territorio». Per Salomone è lo «snodo» cruciale. «Potrebbe esercitare una forza enorme nell'assecondare il mantenimento delle autonomie speciali -- osserva Toniatti -- l'asimmetria diventerebbe interesse condiviso da una pluralità di regioni e lo Stato della centralizzazione ministeriale potrebbe riconoscerlo più facilmente anche nel suo interesse». Anche perché, secondo il docente, «la clausola di salvaguardia non tutela nulla, in quanto subordina l'approvazione degli statuti a un accordo politico».

 

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